2022 © Handcrafted with love by the  Pixelgrade  Team

L’inedito libro di poesie di Enzo Casagni: Versi in un borsello.


I primi incontri ravvicinati

La poesia non è altro che l’ascolto di un qualcosa che altri precedentemente hanno scritto prima di noi, esiste normalmente un rapporto immediato fra  poesia e  quotidianità  ed  Enzo Casagni  è sempre riuscito  a tradurre in versi le sue  forti emozioni.  Nonostante i suoi natali  coincidono con la  città capitolina di  Roma, da genitori uno dell’Aquila e l’altro di Siena, Casagni non si è mai considerato legato né alla città eterna né alle sue radici. Gran parte della sua vita  l’ha  trascorsa a Latina, nella pianura Pontina, dove la compagnia dell’adorata moglie Cristina riusciva a riempire al meglio i vuoti della sua esistenza. Cinquantadue anni è durata la loro storia d’amore,  interrottasi soltanto in seguito alla dipartita dell’ adorata consorte avvenuta nel 2014. Da quel momento è mutato qualcosa nell’animo interiore di Enzo  e la solitudine che prima si era impadronita di lui, non lo ha demotivato più di tanto, ma gli ha fornito  nuova linfa nell’esprimere al meglio le proprie sensazioni.  Il dolore che lo tormentava a seguito  della scomparsa della cara Cristina, era l’unica cosa che lo rendeva vivo, quindi quello di comporre versi  in quel momento era per il Poeta l’unico  modo per continuare a vivere e  sopravvivere.  Durante quegli anni  la sua intensa vena   poetica lo portò a comporre tre libri autobiografici e due di poesie,  soltanto  leggendo quei testi  si riesce a capire perfettamente l’anima dell’artista che  ha inteso rivelare la sua vera essenza senza  nascondere niente, sia nelle cose positive che in quelle negative. Casagni  cominciò a scrivere poesie due mesi dopo che Cristina “se ne era andata”, quindi nel 2014, ed è come se quel grande dolore è riuscito a dischiudere la sua grande vena poetica.  La prima poesia Enzo la scrisse il 5 agosto del 2015 e da allora  Enzo sembra che di strada ne abbia fatto parecchia. Con l’inedita raccolta di poesie “Versi in un borsello”, al suo  terzo libro in versi, riteniamo che Enzo Casagni, si è ormai superato ed ha raggiunto con questi scritti, la sua massima espressività. Il titolo ha questa  curiosa denominazione di “Versi in un borsello”  per la  consuetudine che aveva  Enzo, di inserire le sue poesie in un borsello, per essere in grado di offrirle con immediatezza alle persone con cui entrava in contatto. Questo semplice gesto che si doveva considerare un segnale di amicizia, affetto e gratitudine nei confronti di  gente, che nella maggior parte dei casi non aveva mai conosciuto prima, era anche un segnale per riuscire a capire immediatamente dai loro sguardi  e dal segnale tangibile delle loro impressioni,  se i versi  erano stati di loro gradimento. In tutte le poesie Enzo Casagni ha sempre tentato di trasmettere con immediatezza il suo stato d’animo e la sua grande emotività, una volta scritte, poi, le poesie non gli appartengono più. Il Poeta rivela  nei suoi scritti un alto senso di generosità abbinato ad una  nobiltà d’animo non comune che lo elevano moralmente e socialmente. Dopo la prima malinconica fase della sua esistenza a seguito della perdita dell’amata Cristina, il Poeta ha iniziato a intravedere un percorso più positivo, che coincide con la stesura delle poesie di  “Versi in un borsello”. Il poeta nell’ambito di questa nuova stagione di vita, inaugura un tragitto più tranquillo dell’ esistenza, dove il dolore  è attutito, le lacrime sono asciugate e la solitudine non gli appare più silenziosa e dormiente. La poesia cui Enzo Casagni è legato maggiormente in questa sua nuova raccolta  è quella dal titolo “Una quiete sincera” dove l’ultimo verso  recita: Tutto tace…e….finalmente godo del riposo dei miei oscuri pensieri!  Questa frase denota  il cambiamento in positivo dell’Autore  che  è colto di un rinnovato entusiasmo e questa sua nuova posizione lo porta a svegliarsi di notte per scrivere  nuovi testi che necessitano della  giusta forma musicale, in quanto Enzo ritiene che il verso debba avere anche questa prerogativa. Nell’ambito di un’alba, che sancisce la nascita di un nuovo giorno, Enzo evidenza una nuova forma positiva, ed è l’inverso di quello che sentiva prima, dov’era invece attratto per il tramonto che sanciva la fine della giornata. Un tempo il suo animo era pervaso di tristezza che lo portava a condividere la solitudine, in questa nuova raccolta di “Versi in un borsello”, Casagni  si pone la domanda, “che rappresenta un poeta”? La risposta è “un uomo che cammina sull’acqua e non affonda, gioca con la vita e con la morte, vive e vivrà per sempre,  come un fiore solitario di struggente bellezza, poichè i poeti non si coltivano, fioriscono da soli”.  Non può evitare Casagni, la tragica realtà che il mondo sta vivendo,  in una strofa fa riferimento agli attentati  che negli ultimi anni hanno insanguinato il mondo e in questo caso la domanda è  diretta: “ma la terra quando mai finirà di saziarsi di sangue”? La realtà di oggi non gli fa paura, ma ha semplicemente perso  i connotati della vita e il senso dell’amore. “Dio è amore”, tutto ciò che ha creato è amore, pertanto se l’uomo non si comporta con questa istinto naturale, perde le sue naturali caratteristiche e questa negatività trasforma  la persona in un essere non più da amare, ma da temere e da evitare. La società in cui viviamo è fondamentalmente egoistica, oggi l’uomo pensa  soprattutto a se stesso e la poesia è l’unica fonte che riesce a rivelare i veri sentimenti, è difficile pertanto che menta nella  triste realtà. Chi ha giuste capacità interpretative, non può fare a meno di  entrare in sintonia con l’autore dei testi e quando Enzo offre le sue poesie a giovani maggiormente dotati di sensibilità che si pongono degli interrogativi, dopo aver letto alcuni brani, riesce a percepire  la loro commozione e il loro  coinvolgimento emotivo. Il Poeta  ha sempre inteso far emergere nelle sue poesie una adeguata spiritualità, soprattutto alcune ne sono saggiamente impregnate, e, spesso per provocazione, pone degli interrogativi per indurre gli individui a darsi delle risposte. La parola, “profumo”, gli ricorda la vita che offre  i suoi profumi che prima egli stesso non  percepiva  e adesso invece questi profumi  lo inebriano  e li ritrova legati all’amore.  Il  profumo è collegato all’amore e questa funzione indissolubile  sta guidando  Enzo Casagni nei  giorni attuali, mentre prima  considerava la vita tutto in bianco e nero, adesso la ritrova a colori, mentre prima dell’esistenza non intravvedeva un sapore, adesso ne ravvede una sua naturale essenza. L’autore denota come la gente nei nostri giorni abbia perso quel senso di unione e  unità, che da sempre era stata la concezione fondamentale della vita, tanto è vero che  esisteva  la frase  “Unus homo, nullus homo” , che in latino aveva il significato di “un uomo da solo non è nessuno”. L’uomo da solo non può esistere perché non sa  con chi rispecchiarsi, la speranza è quella  di scoprire che un giorno  l’uomo si  ravveda del  suo attuale egoismo per ritrovare quella  serenità necessaria e ravveda nell’altro individuo, non un avversario da temere, ma un affidabile compagno  con cui condividere le difficoltà che la vita ogni giorno  propone.

Rino R. Sortino


Lascia un commento