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Vittorio Barbanotti e la sua sfida sportiva contro femminicidio e bullismo


Vittorio Barbanotti  un uomo di 66 anni, di Milano,  è uno sportivo amante della bicicletta che ha deciso di dar vita ad una serie di imprese ciclistiche al fine di dire no alla violenza  indirizzata soprattutto contro femminicidio e bullismo. Dopo la “Pedalata Longa” per i diritti umani che da Rho lo ha portato a Strasburgo, Vittorio è stato premiato anche dalla Provincia di Milano con una medaglia d’oro “per il suo coinvolgimento nella battaglia per i diritti civili”. In seguito si è rimesso  nuovamente in sella  alla sua bicicletta per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei diritti umani. Con questo suo nuovo percorso  che da Milano  lo vedrà arrivare a Palermo, attraversando tutta Italia, Vittorio intende formalmente  sensibilizzare il Ministero dell’Istruzione, al fine di inserire  l’insegnamento della materia dei “diritti umani” nei programmi scolastici a tutti i livelli. La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani approvata dalle Nazioni Unite nel 1948,  un testo  che ha sancito i diritti fondamentali di ogni individuo, è sicuramente uno dei documenti più importanti mai scritti da una società moderna. Recentemente Vittorio Barbanotti ha fatto  tappa anche a  Latina e in Piazza del Popolo, ed  è stato accolto oltre che da alcuni cittadini interessati all’evento, anche dal sindaco della città pontina Damiano Coletta. Al termine della simpatica cerimonia, il Sig, Roberto Barboni, ha offerto  il suo contributo altruistico, di grande effetto emotivo, di sciogliere in volo i suoi colombi, in segno di pace, volatili che sono allevati e allenati presso la sua fattoria.  Vittorio Barbanotti, inoltre,  si è reso cortese  e disponibile ad offrire ai lettori di Latina Flash una sua breve intervista.

-Vittorio, cosa l’ha spinta ad affrontare questa sensibile iniziativa?

Questa mia iniziativa è sorta esattamente intorno al 2014 per  mia espressa  volontà al fine di offrire il mio piccolo e umile contributo contro quella  che è diventata purtroppo  la cultura e la politica della violenza  contro le donne, “del  femminicidio e del bullismo” in particolare.  La mia protesta  intende  evidenziare  tutte quelle diciture che compongono la carta internazionale dei diritti umani,  così nel 2015 ho deciso di mettere  in pratica in modo concreto i miei progetti.  Con la mia mountain bike  ho iniziato a percorrere il tragitto da  Milano a Roma  attraversando gli Appennini,  l’anno seguente invece sono partito  da Serravalle Scrivia arrivando alla Corte Europea  dei Diritti Umani a Strasburgo.  Quest’anno invece, sto ultimando quest’ultima impresa, quella da Milano a Palermo.

-Non si riesce a concepire tutta questa violenza, in particolare contro la donna.

Si, tutti questi comportamenti sono da condannare assolutamente, con fermezza. Non si può concepire che siano trattati come “scarti umani” tutte quelle persone che con il loro corpo hanno sofferto anche nove mesi per darci vita e semmai dovremmo essere molto più grati a loro proprio per questo.

-Vittorio, sfogliando la sua pagina fb, si riesce a capire meglio il valore della sua impresa

Si e se qualcuno vuole aiutarmi con un contributo a combattere queste forme di violenza al fine di darmi la possibilità di compiere in futuro altre “imprese”, sulla mia pagina di Facebook  tra le tante immagini in bicicletta e i vari post, troverete anche le modalità di come inviare i vostri aiuti.

In tutte le località in cui si è fermato, ha trovato altrettante manifestazioni di simpatia?

Sinceramente non in tutti i posti, perchè se tutte le manifestazioni di simpatia fossero come quelle incontrate a Genova, La Spezia, Castagneto Carducci e qui a Latina  dov’è stata veramente molto bella  l’accoglienza che ho ricevuto, beh io direi che non sentirei neanche la stanchezza, perché diventerebbe una cosa quasi naturale.

-Quale attività sportiva svolge, per essere così in forma?

Nonostante un pò di pancia  come si può notare,  devo ammettere che mediamente ogni anno  riesco ad effettuare circa 15000 km di allenamento, poi una volta acquistata una discreta forma atletica, riesco a svolgere quella che è considerata “la pedalata topica”.

-Prevede che in futuro si possa ridurre tutta questa violenza che trapela nella nostra Società?

Onestamente non so rispondere a questa domanda, credo che se vogliamo arrivare ad un traguardo del genere, possiamo solamente metterci del nostro perché  non  possiamo soltanto aspettare gli altri e chiedere che facciano cose, che in primis potremmo fare noi in prima persona. E’ sufficiente anche muovere una piccola briciola di pane come fanno le formiche, qui in questa bella Piazza del Popolo a Latina ho visto molti ragazzi, sensibili al problema. Occorre a mio parere, un continuo confronto tra i giovani e noi persone mature, perché la nostra esperienza di vita e la loro volontà di vivere meglio il domani, possa essere da viatico, affinchè il mondo possa avviarsi ad essere migliore.

-Vuole aggiungere altre affermazioni  personali alla nostra intervista?

Mi auguro che ci sia volontà e disponibilità da parte di tanti ad aiutarmi, poi una volta giunto a Palermo che è la mia destinazione finale,  spero che ci sia anche chi mi possa aiutare a tornare a casa, non certo in autostop. Credo che la brava gente sia ovunque, dalla Valle d’Aosta  alla Sicilia e alla Sardegna, purtroppo ci sono anche i cosiddetti  “disonesti”,  per non cadere nel volgare particolarmente spinto.

Il sindaco di Latina Damiano Coletta anche lui presente all’incontro, dopo aver rivelato la sua ammirazione per Vittorio Barbanotti e le sue imprese,  ha aggiunto che occorre sempre rispettare la dignità di una persona.  Ha aggiunto: “questa Amministrazione ha inserito come dicitura del suo mandato, quella di essere la città dei diritti e su questo punto stiamo lavorando tutti, soprattutto in un momento in cui l’individuo sta passando in secondo piano. Vedo con dispiacere che stanno  prevalendo sempre più, sentimenti di non riconoscimento delle diversità e di violenza verso i più deboli. “Il diverso” in quanto più fragile, non va mai lasciato indietro, tutte le persone vanno rispettate  nella loro dignità, in quanto esseri umani  e anche le diversità vanno rispettate in quanto rappresentano un arricchimento della Società”.

 Rino R. Sortino


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