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La rassegna “lo Sport un Sorriso per la vita oltre le barriere e frontiere”


ispirata a “Passione Sport” ha premiato nove personaggi meritevoli per i loro alti valori sportivi

 

 

Lo Sport ha la miracolosa funzione di creare benefici sotto tutti i punti di vista, sia che si  pratichi ad esempio  calcio, basket, atletica o nuoto. Gli atleti devono  possedere doti  non comuni di impegno, perseveranza, fiducia nei propri mezzi  ma soprattutto….passione.  A queste prerogative si è sempre ispirata la trasmissione “Passione Sport” condotta ormai da tanti anni con successo, da Pierluigi Grande. La Rassegna  “lo Sport un Sorriso per la vita oltre le barriere e frontiere” coincide quest’anno proprio nei 35 anni  di  “Passione Sport”,  quindi tutto il gruppo di lavoro ha  deciso di  ripercorrere il bellissimo percorso del passato, riassunto con la pubblicazione  del libro “I Codici della Vittoria”. Pierluigi Grande giornalista di professione e grande amico, lo abbiamo incontrato per discutere di quest’ultima   importante iniziativa.

Buongiorno Pierluigi Grande, la trasmissione “Passione Sport” si è arricchita quest’anno di un’altra gemma preziosa alla collezione

 

Buongiorno a te e ben e  ben ritrovato perché noi siamo stati insieme con Passione Sport, dove vi collaboravi  già nel 2008, ricordo che andavamo in onda su Lazio TV e Gold TV, per cui nonostante siano passati già tantissimi anni, ritrovarti mi fa un enorme piacere.  Nonostante ti occupi di informazione in vari campi, sono sicuro che permane in te  sicuramente un filo conduttore che ti unisce allo sport. Le premiazioni di illustri  personaggi  sportivi  che trasmettiamo nella rassegna “Lo Sport  un sorriso per la vita oltre le barriere e frontiere” nascono  sopratutto per  la volontà della nostra Redazione e del nostro Editore. Approfitto dell’opportunità per ringraziare Gianfranco Sciscione che ci ha appoggiato in questa iniziativa, un Editore veramente straordinario perché non è facile riuscire a lavorare liberi  nel mondo della comunicazione di oggi. Il nostro editore invece,  è uno di quelli che permette ai propri partner  e al proprio gruppo di lavoro interno ed esterno, di poter lavorare liberamente. Siamo lieti che anche lui abbia appoggiato  questa iniziativa e riteniamo che si  meriti anche lui un premio, perché ha fatto molto sia nel mondo della comunicazione, che dello sport, dove nel passato è stato anche Presidente del Terracina calcio.

Pierluigi com’è sorta l’idea di creare la rassegna “lo Sport un sorriso per la vita oltre le barriere e frontiere?

A seguito della scomparsa della mia cara  mamma  a causa della terribile malattia genetica  SLA , scrissi per Telethon, un libro insieme ad Andrea Carnevale, l’ex campione del Napoli e della Nazionale italiana.  Quando la Sig.ra  Pozzo moglie del Presidente dell’Udinese calcio, mi propose di fare un percorso nelle scuole e di portarvi i campioni dello Sport, l’niziativa la colsi al volo,  dal momento che  i contenuti del libro avevano anche un riscontro pedagogico per i giovani.  Iniziammo  prima in Friuli e poi in seguito  organizzammo altri 35 eventi  nelle scuole di tutta Italia. In questo modo  siamo riusciti ad  incontrare oltre  30.000 ragazzi con i loro insegnanti.  Dopo la prima fase del libro, abbiamo deciso di riprendere questa iniziativa, con la premiazione questa volta, di personaggi che a nostro parere, si sono distinti maggiormente per qualità sportive ed umane.  In questa bellissima estate,  la rassegna l’abbiamo effettuata quasi a cadenza settimanale, nella suggestiva terrazza dello Stabilimento balnerare del  Boca Chica sul litorale di Latina   Abbiamo invitato anche a te e siamo contenti che queste iniziative abbia   riscosso un  successo.  Per questa ragione, abbiamo deciso di  lanciare un altro progetto con un secondo libro  di cui ti anticipo che nel titolo  ci sarà il codice 7030, ma per il momento non posso svelare ulteriori dettagli.

In questo nuovo libro riproponi  i temi precedenti o aggiungi qualcosa di nuovo?

Sarà la continuazione dei temi del libro precedente ” I Codici della vittoria” però come filo conduttore parteciperanno altri grandi sportivi e sono onorato di dedicarlo ad un indimenticabile personaggio del  mondo del calcio, che purtroppo è venuto a mancare qualche tempo fa. Avevamo iniziato il progetto con lui, Franco Janich che   partecipava attivamente alla Redazione di Passione Sport, dov’era anche  un eccellente opinionista di punta. Con Franco Janich condividevamo  molte cose  in comune, sotto l’aspetto della filosofia e della Comunicazione allo Sport.

Quali sono state le motivazioni che ti hanno portato ad offrire dei premi a personaggi illustri del mondo dello sport?

Credo che sia giusto  tenere in grande considerazione personaggi che hanno lasciato un’ impronta nel loro passato agonistico. Alcuni di loro sono ancora dentro lo sport, ne hanno fatto una ragione di vita  e altri sono impegnati in attività di formazione.  Personaggi  che meritano di essere premiati ce ne sono tantissimi, ma  ne abbiamo scelti nove perché  più vicini a noi per diversi  aspetti.  Nelle loro attività sono riusciti a fornire  le adeguate  impronte professionali ai giovani atleti al fine  di  aiutarli a  scindere le due fasi: quella ludica del divertimento e del gioco, e quella che pone  l’obiettivo del grande risultato.

Con la rassegna  “lo Sport un sorriso per la vita oltre le barriere e frontiere” intendi trasmettere i veri valori dello Sport ai giovani  vero?

Ritengo lo Sport  uno dei mezzi più belli che la  vita ci regala e  lo dico per esperienza  diretta dal momento che  nasco come appassionato  di calcio e sognavo come tanti bambini di diventare campione.  Da ragazzo giocavo nelle giovanili del Latina, poi lo Sport me lo sono ritrovato in tutto, continuo comunque a divertirmi nel tempo libero e oggi ne ho fatto una professione, grazie al giornalismo.

Dietro questi personaggi ci sono  storie di volontà, di desiderio di riscatto, ci puoi ricordare qualche episodio?

Credo che la vicenda più emblematica ed estrema sia quella di Luca Zavatti  che è anche un buon comunicatore e riesce ad esprimere veramente quello che sente. Il suo percorso calcistico non era a grandi livelli, giocava in eccellenza nei dilettanti, poi perde una gamba in un incidente, va in crisi, si risveglia e  ritrova le motivazioni grazie allo Sport. Partecipa con la casacca della Nazionale del calcio amputati  ai mondiali in Messico e da li nasce  una nuova vita per lui.  Oggi  lavora come responsabile marketing in una importante azienda  e continua  ad essere un simbolo di come lo Sport possa regalare la vita grazie al coraggio e alla forza di volontà.  Federico  Janich è stato premiato  nel ricordo di suo padre  Franco Janich, un grande calciatore con la maglia del Bologna, che  sicuramente  avrebbe potuto  ben figurare come opinionista sportivo, nelle più importanti trasmissioni televisive sportive. Franco era un friulano dai valori molto forti, aveva sempre la battuta pronta e   anche nell’ultima parte della sua vita, a  più di settant’anni,  quando si esprimeva, riusciva a dire sempre qualcosa di non scontato. Ricordo che quando facevamo gli eventi nelle scuole o nei teatri,  riceveva sempre un applauso spontaneo e fragoroso.  Nella nostra rassegna i premiati sono tutti personaggi di spessore e tra questi vorrei menzionare  Novella Schiesaro, un profilo adeguato ai veri valori dello Sport. Novella è stata un’atleta veramente eccezionale ed era  la Pivot della Nazionale nei giochi di  Seul nel 2004.  Dopo una lunga militanza  in Serie A femminile, oggi si dedica con grande dedizione, ad insegnare basket in maniera eccellente  alle ragazze di Latina

Oltre a questi personaggi che hai premiato nella rassegna del Boca Chica, ce ne sono altri che meriterebbero lo stesso riconoscimento?

Si, ce ne sono tanti altri  che ci ripromettiamo di  prendere in considerazione  nella prossima  rassegna  che  probabilmente ritornerà a Dicembre. Quindi a step di due volte l’anno, nel periodo di dicembre e nel periodo estivo,  cercheremo di premiare tanti altri personaggi, collegati in un certo senso alla nostra terra, alla Regione Lazio e a Latina in particolare, che in qualche modo hanno lasciato un segno indelebile nello Sport regionale e provinciale,

Per concludere la nostra chiacchierata ci tieni ad aggiungere qualcosa?

Ritengo che sia giusto  evidenziare nel rapporto con i giovani  i  veri valori dello Sport   perché rispetto all’epoca nostra, loro vivono molto meno  gli effetti del sociale.  Non possono godere ad esempio  dell’oratorio e  della strada dove si andava  a giocare  sotto casa, come facevamo noi da ragazzi. I giovani oggi vivono piuttosto  un mondo virtuale che li coinvolge, che non è del tutto positivo.  Io ho un figlio di sette anni, sono stato felice di mandarlo in colonia per vivere la socialità e  mi auguro che lo Sport lo aiuti a crescere meglio. Per concludere, gradirei esprimere i  miei ringraziamenti agli amici e compagni di progetti che mi hanno sostenuto: “Andrea Carnevale, attuale dirigente di punta dell’Udinese Calcio,  Davide Arimaldi della nostra redazione e tutti gli amici del Panathlon club Latina compresa  la nostra grande coordinatrice provinciale del CONI Alessia Gasbarroni per aver condiviso l’iniziativa”.

Grazie Pierluigi Grande

 

Rino R. Sortino


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