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Suamy Forestieri: una giovane attrice di grandi qualità


è l’esempio vivente che  i sogni  possono diventare  realtà

Per realizzare i sogni che si  hanno sin dall’infanzia di svolgere la professione di attore/attrice (una delle più ammirate), bisogna crederci. I sogni non hanno limiti e le difficoltà possono solo spingere il giovane  ad essere più forte. Fare l’attore a livello professionale è un’attività  molto impegnativa che richiede sacrificio, parecchio studio e tanta preparazione. Certo una buona dose di talento è fondamentale, ma è di gran lunga più importante lo studio e la preparazione artistica. Frequentare una buona scuola di recitazione è fondamentale per imparare tutte le tecniche del mestiere dell’attore  professionista.  Ai giovani che si accostano alla recitazione sono richiesti una serie  di elementi imprescindibili che devono  essere  presenti  nel loro carattere: determinazione nel raggiungere il traguardo, capacità di concentrazione, una dialettica fluida e  una buona base culturale. Suamy Forestieri  è una giovane attrice che ha dimostrato di quanto i sogni a volte,  possono diventare realtà, pertanto  l’abbiamo incontrata per conoscere il suo punto di vista.

Buongiorno Suamy, ci puoi raccontare questo tuo primo percorso cinematografico?

Io ho iniziato da qualche tempo  a fare l’attrice in quanto  è sempre stato il mio sogno.  Grande è stata la mia  soddisfazione nell’aver preso parte come protagonista  al cortometraggio  “Cataclysm”, dove  interpreto la Madonna di Miro, che mi ha dato l’opportunità  di partecipare al prestigioso  riconoscimento cinematografico italiano David di Donatello. Questo  è uno dei più prestigiosi premi  a livello nazionale e anche se non ho vinto,  è stata per me una grande soddisfazione  essere arrivata nei primi trenta  su  cinquemila candidati.   “Cataclysm”  che tratta del contrasto fra il bene e il male, verrà presentato nuovamente a Venezia e a Cannes. Poi ho preso parte al  film “Rocky Giraldi Delitto a Porta Portese” che  è uscito su piattaforma digitale e anche al cinema. La presentazione del film  è stata effettuata presso la Sala Fellini a Roma e quel giorno c’era tanta gente a vedere la prima.  Poi  ho recitato  in un corto dal titolo “The Wood Cutter”, un thriller di natura  Horror psicologico, che se verrà accettato, probabilmente dovremmo fare la serie. Qualche mese fa  inoltre ho recitato ad un altro corto che si chiama “No war”. un tema purtroppo attuale che tratta della guerra  in Ucraina.

Suamy, com’è sorto questo tuo desiderio di fare l’attrice?

E’ nato tutto per gioco, perché in realtà io sin da piccola volevo fare l’attrice. Un giorno invece un regista di una Accademia durante una sfilata  mi vide, mi trovò adatta alla recitazione e me lo disse.  Mi propose di  partecipare a dei corsi e se eventualmente mi piacevano  avrei potuto continuare. Altrimenti sarebbe rimasta una esperienza.  Ho frequentato  due anni l’Accademia, mi sono trovata bene,  così sono andata avanti nel mio percorso come un treno.  Oggi  posso dire che il cinema  che un tempo era semplicemente un sogno, è diventato una realtà ed  io ci metto tanto impegno, passione e dedizione.  Mi ritengo una grande ammiratrice del cinema americano, la mia ambizione è arrivare un giorno  a Hollywood, con questo però non vorrei far capire che non apprezzo  il cinema  italiano e qualora me lo proponessero, sarei ugualmente  felice di parteciparvi.

Che cosa ti attrae maggiormente del cinema americano?

Secondo me il cinema americano è un cinema vero, ma  mi piacciono molto anche i film in spagnolo e le commedie all’italiana. Nell’ambito cinematografico  di questo genere  siamo stati  i maestri  e secondo quanto ho appreso  in Accademia, quella tipologia di film  è stata assimilata anche dal cinema americano.

Sono a conoscenza che agli esordi, prima di fare il cinema, hai fatto altre esperienze, ce le puoi raccontare?

Io ho una bella altezza, sono alta 1,75, così a 15  anni ho cominciato a sfilare come modella come tappa di percorso  ed ho accumulato  anche un po’ di esperienza e conosciuto l’ambiente artistico. Ma ormai il mio indirizzo artistico è verso il cinema.

Suamy hai fatto dei corsi di recitazione?

Si, ho frequentato l’Accademia di recitazione per due anni e per il momento l’ho sospesa. Il Regista mi ha fatto capire che a questo punto è più importante per me la scuola dell’esperienza davanti alle telecamere. Quella è recitazione vera ed io  stessa ho notato le differenze  tra le teorie che si  apprendono all’Accademia e la pratica di stare davanti alla telecamera, perché recitare è  tutta un’altra storia. L’Accademia indubbiamente  è servita a migliorarmi in tanti aspetti  sopratutto caratterialmente e ricordo ad esempio, che nel passato non parlavo tanto, ma credo che sia una problematica normale  da piccola.

Nella  recitazione  quali ruoli preferisci?

A me piacciono tutti i ruoli, farei qualsiasi parte, ma in realtà se deve scegliere, preferisco i film d’azione e da guerra, ecco lì mi sento veramente a mio agio. La maggior parte delle ragazze invece  predilige ruoli drammatici oppure romantici, non siamo tutte uguali ed è giusto così.

Ti piace continuare a percorrere la strada del cinema oppure ti piacerebbe essere impiegata anche in altri ambiti come il teatro?

A me piace recitare e per il momento non metto il teatro come  priorità. Se me lo proponessero lo farei come esperienza, sono a conoscenza che nel passato se volevi  fare l’attrice professionistica dovevi recitare anche nel teatro. Oggi invece credo che le cose siano  in un certo senso cambiate, perchè il teatro è una cosa e la recitazione è un’altra. Credo  che  nella recitazione  sia più importante l’aspetto  visivo, mentre nel teatro è fondamentale la voce, quindi se  vado a fare teatro e dopo mi presento davanti  ad una telecamera,  potrei  risultare troppo impostata. Ma questa è una mia idea.

Se parliamo di cinema, sicuramente ci sarà qualche attrice che ti ha colpito maggiormente e vorresti in un certo senso  emularla come esempio.

Come attrice mi piace molto Zendaya, un’attrice di origine americana, bravissima a recitare in ogni circostanza. L’ho ammrata in un serie tv che  si chiama Euphoria

Hai già qualche altra proposta di recitazione futura nella quale prenderai parte?

Ci sono dei progetti che si devono concretizzare e per il momento preferisco non parlarne.  Mirko Alivernini   è un  Regista  che crede in me, perché ritiene che ho qualcosa di particolare ed io sono felice di lavorare con lui.

Grazie e in bocca al lupo Suamy.

Rino R. Sortino


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