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Le note sulla 38^ giornata del Campionato di Calcio di Serie A


 

Il Milan è campione d”Italia,  vince  con il Sassuolo per 3-0 e conquista il suo diciannovesimo scudetto, undici anni dopo l’ultimo titolo. Il Milan a cui bastava un punto per assicurarsi il campionato, è riuscita a vincere nettamente per  3-0  contro  un Sassuolo deconcentrato e  mai in partita.   Il match ha preso il suo indirizzo  nel primo tempo con la doppietta di Giroud (17′ e 32′), poi c’è stato  il gol di Kessie (36′), che ha sancito il rotondo risultato. E’ da considerare che tutti e tre le reti sono state confezionate su assist di Leao, straordinario calciatore, in possesso di  considerevoli doti di velocità e dribbling, che ha contribuito in vari incontri nell’arco del campionato a demolire le difese avversarie.  Grosso merito del successo tricolore va a  Stefano Pioli,  56 anni, che è riuscito a vincere uno scudetto che nessuno ipotizzava, contro i pronostici  degli addetti ai lavori. La vera svolta di questo Milan è riconducibile a due anni fa, quando  divenne certa la rottura tra il club di Elliott e il professor Rangnick, che sarebbe stato il successore di Pioli. Il mister emiliano che fino allora non aveva convinto la dirigenza rossonera,  probabilmente sarebbe stato mandato via se non ci fosse stato  il  competente  e lungimirante dirigente  rossonero Maldini. Questo scudetto è una giusta miscela tra i giovani che sono cresciuti nell’arco di qualche anno e  alcuni calciatori maturi.  La presenza di Ibrahimovich  che in questo campionato si è visto poco in campo, causa problemi fisici, è stata fondamentale  nello spogliatoio, per trasmettere alla squadra la sua voglia di vincere. Fondamentale è stata la difesa  che in undici partite ha incassato solo due gol, con la scoperta di  due elementi al centro della difesa, che non avrebbero dovuto essere titolari. Kalulu è stato  provato nel ruolo di centrale e poi con il passare del tempo è diventato sempre più determinante insieme a Tomori: entrambi  sono stati l’asse portante di questa squadra.  Doveva essere la stagione dell’assestamento dopo gli addii di Donnarumma e Calhanoglu, strappi dolorosi che hanno lasciato il segno e invece il Milan piano piano è riuscito ad organizzarsi anche senza la presenza di un leader. Il Milan inoltre è arrivato al successo senza un vero e proprio bomber, utilizzando una  rosa costata 228 milioni di euro, con Tomori, Theo Hernandez, Tonali e Leao valutati meno di 30 milioni ognuno. Tra i rossoneri non c’è stato il campione determinante, ma tutti hanno dato il loro apporto continuo alla conquista dello scudetto. Nella giornata vince anche l’Inter per 3-0 con la Sampdoria, ma non basta. A luglio dicevano che l’Inter non sarebbe arrivata tra le prime quattro dopo gli addii di Conte, Lukaku, Hakimi ed Eriksen, piano piano poi la squadra ha preso consistenza ed ha effettuato  una buona prima parte di campionato. Ad un certo punto però la stagione degli uomini di Simone Inzaghi ha preso una piega negativa con un tragico inverno tra gennaio e febbraio. Probabilmente è stata carente la preparazione fisica, perché non si spiga il motivo per il quale  la squadra sia crollata, dopo l’onorevole eliminazione in Champions. L’Inter nel finale del Campionato,  comunque era riuscita a rimettere in piedi la sua classifica, ma con la pesantissima sconfitta contro il Bologna nel recupero della gara non giocata a gennaio, ha compromesso tutto. La Coppa Italia e la Supercoppa certificano comunque l’ottima stagione dell’Inter. Nel palmares dei campionati vinti in Italia è la Juventus a dominare per numero di titoli, con 36, precede l’Inter 19, ora raggiunto dai rossoneri, poi più indietro Genoa (9), Torino, Pro Vercelli e Bologna (7), Roma (3), Fiorentina, Lazio e Napoli (2), Cagliari, Casale, Sampdoria e Verona (1). Clamoroso all’Arechi dove la Salernitana viene travolta dall’Udinese (0-4) ma al novantesimo può far festa per il pari tra Venezia e Cagliari (0-0) che fa esplodere la città campana. Il Cagliari retrocede in Serie B, a Venezia la squadra di Agostini non va oltre lo 0-0, non approfittando della clamorosa vittoria dell’Udinese a Salerno che avrebbe consentito ai sardi di salvarsi imponendosi al Penzo.  Invece, complici le grandi parate del portiere finlandese Maenpaa del Venezia, il risultato non si è mai sbloccato. La Salernitana complice forse la grande tensione di fine campionato, ha  giocato malissimo ma ha scritto comunque una pagina di storia importante alla sua terza esperienza in Serie A, riuscendosi a salvarsi dalla retrocessione. Il tecnico Nicola dopo aver guidato nel passato il Crotone, ha compiuto un’altra impresa, ed è riuscito  a salvare la sua squadra in quindici partite. E questo è un grosso merito per questo bravissimo ed umile allenatore. Complimenti all’Udinese che ha fatto per intero il suo dovere e ha onorato con questa prestazione il suo campionato. Eppure non aveva niente da chiedere, alla sua classifica, ma ha giocato la partita soltanto per  rispettare lo  sport, cosa che non hanno fatto  altre squadre, che non hanno dimostrato altrettanto impegno. Il Cagliari fa così compagnia a Genoa e Venezia nella Serie B 2022-23, ma la tradizione calcistica è dalla parte loro e sicuramente auguriamo loro di tornare presto in Serie A.

Rino R. Sortino


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